Il regolamento europeo sull’IA è entrato in vigore il 1° agosto 2024. Google ha abbandonato il suo calendario di eliminazione dei cookie di terze parti in Chrome. I Core Web Vitals hanno integrato l’Interaction to Next Paint. Questi tre eventi, da soli, ridisegnano il modo in cui concepiamo, misuriamo e monetizziamo i siti web.
Interaction to Next Paint e misurazione della reattività web
La sostituzione del First Input Delay con l’Interaction to Next Paint (INP) nei Core Web Vitals ha modificato la griglia di valutazione di Google. Il FID misurava solo il ritardo prima della prima interazione. L’INP cattura la latenza di tutte le interazioni durante la sessione.
In pratica, un sito poteva ottenere un buon punteggio FID pur mostrando blocchi severi sui clic successivi, in particolare su pagine ad alta densità di JavaScript. Con l’INP, gli script di terze parti mal ottimizzati (widget di chat, tag pubblicitari, moduli di consenso) diventano fattori di degrado visibili nella Search Console.
Osserviamo che i siti e-commerce con carrelli di prodotti pesanti o filtri dinamici lato client sono i più colpiti. La correzione passa attraverso il frazionamento dei compiti lunghi (long tasks) in micro-compiti tramite requestIdleCallback o scheduler.yield, e attraverso il caricamento differito dei componenti non critici. Gli sviluppatori che si affidavano esclusivamente al punteggio Lighthouse in modalità lab devono ora incrociare con i dati reali (CrUX) per identificare i colli di bottiglia reali.
Le informazioni del sito Le Petit Webmaster consentono di seguire queste evoluzioni tecniche nel corso degli aggiornamenti dell’algoritmo Google.

AI Act europeo: cosa cambia per i siti web nel 2024
Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale non è solo un testo destinato ai laboratori di ricerca. Riguarda direttamente i servizi web che integrano modelli generativi, chatbot o sistemi di raccomandazione automatizzati.
Gli obblighi di trasparenza si applicano non appena un contenuto è generato da IA e presentato a un utente. Un chatbot di servizio clienti deve segnalare la sua natura non umana. Un sistema di scoring o di profilazione automatizzato deve documentare la sua logica.
Le prime proibizioni riguardanti alcune pratiche di IA (manipolazione subliminale, scoring sociale) si applicano da febbraio 2025, ma l’adozione del testo nel 2024 ha già spinto le aziende a fare audit delle loro integrazioni. Le agenzie di sviluppo web che implementano strumenti IA su siti clienti devono ora integrare uno strato di documentazione e governance nei loro deliverable.
Punti di attenzione per i team tecnici
- Identificare tutti i componenti che utilizzano un modello di IA generativa sul sito (chatbot, generazione di schede prodotto, personalizzazione dei contenuti) e documentarli in un registro interno.
- Verificare che ogni interazione IA contenga una menzione esplicita del suo carattere automatizzato, anche nei flussi conversazionali.
- Anticipare la categorizzazione del rischio del sistema implementato (rischio minimo, limitato, elevato) poiché gli obblighi di conformità variano notevolmente in base a questa classificazione.
Cookie di terze parti e tracking lato server: il cambiamento del 2024
Google ha abbandonato a luglio 2024 l’eliminazione completa dei cookie di terze parti in Chrome. Questa decisione non significa un passo indietro. Safari e Firefox applicano già restrizioni severe al tracciamento intersiti, e la tendenza di fondo rimane il passaggio alla misurazione lato server.
Il server-side tracking consiste nell’inviare i dati di navigazione dal server del sito alle piattaforme di analisi e pubblicità, piuttosto che dal browser dell’utente. Questo meccanismo elude i blocchi pubblicitari e le restrizioni del browser, offrendo al contempo un miglior controllo sui dati trasmessi.
Raccomandiamo di non interpretare il mantenimento dei cookie di terze parti in Chrome come un rinvio. Gli inserzionisti che non hanno ancora migrato verso una strategia first-party data accumulano un debito tecnico. La gestione esplicita del consenso, unita a un piano di raccolta di dati proprietari (conti clienti, newsletter segmentate, programmi di fidelizzazione), rimane il percorso più resiliente.

Accessibilità web e direttiva europea EAA nel 2025
L’European Accessibility Act entrerà in vigore a giugno 2025. I siti di commercio elettronico, i servizi bancari online e le piattaforme di trasporto sono direttamente interessati. La preparazione tecnica è iniziata ampiamente nel 2024.
Concretamente, le interfacce devono rispettare i criteri WCAG 2.1 livello AA come minimo. Questo include il contrasto dei colori, la navigazione da tastiera, le alternative testuali per le immagini e la struttura semantica dell’HTML.
Webdesign e sviluppo: convergenza accessibilità-performance
L’accessibilità si unisce alla performance su un punto tecnico spesso sottovalutato: un DOM pulito, semanticamente strutturato, migliora sia il punteggio Lighthouse Accessibility che il tempo di rendering. I componenti custom (menu a discesa, modali, schede) codificati senza attributi ARIA né gestione del focus da tastiera pongono un doppio problema di conformità legale e di esperienza utente.
I team di sviluppo web che trattano l’accessibilità come uno strato cosmetico aggiunto alla fine del progetto si espongono a ripetizioni costose. L’approccio più efficace integra i test di accessibilità automatizzati (axe-core, pa11y) nel pipeline CI/CD fin dalla fase di sviluppo.
Il marketing digitale e la comunicazione delle aziende su internet passano ora attraverso questi filtri tecnici. Un sito performante nel 2024 non è più solo un buon webdesign o un SEO curato. È una base tecnica che anticipa la regolamentazione, misura correttamente le sue interazioni e controlla la sua catena di dati dall’inizio alla fine.



